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TUSCOLANA Quadraro a 600 mt dalla Fermata Metro Numidio Quadrato in strada con poco traffico veicolare e comprensorio tranquillo con giardino condominiale sito in Via Sagunto disponiamo di un trilocale luminoso con doppia esposizione di 75 mq in ottimo stabile di soli quattro piani composto da ingresso, salone, cucina abitabile, camera matrimoniale, cameretta, bagno, balcone. L'appartamento è stato completamente ristrutturato e dotato di impianto termico autonomo, infissi in alluminio doppio vetro, portoncino blindato ed impianto termico autonomo. POSIZIONE E CENNI STORICI: Posizionato fra Cinecittà , il parco di San Policarpo, gli archi dell'acquedotto Felice e il Quadraro. Una volta qui c'erano pratoni a perdita d'occhio di proprietà di qualche barone col pallino degli affari immobiliari, i resti dell'acquedotto che ancora servivano da riparo agli ultimi arrivati dopo la seconda guerra mondiale (immigrati italiani, abruzzesi, sardi, veneti) in un parco di terra battuta e panorami vastissimi e gli studi di Cinecittà che fungevano da meta ideale di un riscatto personale troppo aleatorio per essere vero. Il quartiere Tuscolano è arrivato più tardi, finiti i bombardamenti, quando anche l'ultimo baraccato si era installato sotto i fornici dell'acquedotto Felice. Lo stradone, allora, era un confine anche mentale oltre che sociale: da una parte Cecafumo (il nome antico e popolare del Quadraro), le casette basse e le vie che fanno sembrare tutta la zona un paesino aggrappato alle costole della grande metropoli quasi per sbaglio. Dall'altra l'Ina Case, le case popolari, il più grande insediamento previsto per alloggiare schiere di famiglie a bassissimo reddito, progettato da nomi illustri dell'architettura e pensato per offrire un tetto sulla testa che fosse anche dignitoso e stimolante. Come ad esempio i vicoli colorati del Quadraro fino a via Selinunte - tanto per cominciare - per scoprire le famose 'Unità di abitazione orizzontale' studiate dall'architetto Adalberto Libera. Pare che Libera avesse preso ispirazione da un viaggio in Marocco. Innamorato della casbah, rimase colpito da come si mescolavano le case private agli spazi sociali: negozi, luoghi d'incontro, spazi verdi. E volle riproporre questa sua intuizione in una Roma periferica ancora non intasata dalla gente. Con lo stesso spirito, dopo e insieme a Libera, lavorarono anche altri architetti che hanno così lasciato un segno che va oltre la tecnica della costruzione e l'arte della progettazione.
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